Articoli del meseArticoli del mese

Articoli del mese


Stampa articolo

Articolo del Mese - Agosto 2018

Trasformazione Agile
Se il product owner diventa un collo di bottiglia

Sander Hoogendoorn by Sander Hoogendoorn

Se le persone dell’azienda vogliono sapere come sta procedendo il team, perché non vengono a parlare con il team stesso? Bisogna lasciare ai team la responsabilità della gestione del processo di pianificazione e monitoraggio del lavoro, permettendo al team di parlare anche con il cliente.

Qualche anno fa mi fu chiesto di svolgere un audit su un grande progetto presso una banca internazionale, al quale lavoravano più di duecento persone. Naturalmente, era un progetto a cascata. Nelle fasi introduttive, era emerso che i diversi team del progetto operavano in numerose ampie stanze situate lungo un corridoio. Per prime, vi erano due grandi sale piene di sviluppatori, poi una stanza con analisti funzionali e una sala più piccola con i tester. Successivamente, veniva la stanza degli architetti del software e, infine, il team di gestione del progetto, perché in effetti c’era un team di project manager, al quale era stata assegnata una stanza più spaziosa alla fine del corridoio.

La semplicità di Scrum - Dopo aver trascorso alcuni giorni in banca, mi sono presto reso conto che nessuno di questi team comunicava faccia a faccia con l’altro. È per questo che ho organizzato alcuni workshop multidisciplinari. Sebbene queste persone fossero nello stesso progetto da oltre un anno, durante il primo workshop si sono effettivamente strette la mano e si sono presentate. Era ovvio che il progetto avesse bisogno di un po’ di agilità. Nonostante all’epoca esistessero già molti approcci e filosofie Agile, dopo alcuni anni, Scrum è diventato il più utilizzato, probabilmente per la semplicità del framework e forse anche per i suoi ruoli sempre chiari. C’è il team di sviluppo con tutti coloro che contribuiscono a rilasciare il prodotto, poi c’è il ruolo di Scrum master per aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi in modo Agile. E, ultimo ma non meno importante, c’è il product owner. In genere, il product owner è responsabile del prodotto e quindi del backlog del prodotto: secondo la guida ufficiale di Scrum, il product owner è l’unico responsabile della gestione del backlog del prodotto ed è a lui che viene assegnata la responsabilità del prodotto.

Mappare i ruoli - Immaginiamo ora di essere il CEO della grande banca internazionale. Lentamente si comincerà a capire che i grandi progetti a cascata non si comportano come previsto. È quindi probabile che si inizierà a implementare Agile e Scrum così come fanno i concorrenti. Ma presto si presenterà un problema interessante: quello della mappa dei ruoli. Da un lato si hanno tester, sviluppatori, analisti, architetti e project manager. E dall’altro il team, lo Scrum master e il product owner. Ma come funziona questa mappa? Nel corso degli anni, ho assistito a un bel po’ di questi programmi di trasformazione Agile. Alcuni sono più efficienti e di maggior successo di altri, ma tutti presentano questo problema di mappatura. Quando si tratta di operazioni, tester e sviluppatori, è abbastanza facile: finiscono sempre nei team. E nella maggior parte dei casi, il team imparerà come assegnare anche il ruolo di Scrum master. Il vero problema è come assegnare il ruolo del product owner. Nella maggior parte delle organizzazioni in cui ho assistito a questo problema di mappatura, i principali candidati per questo ruolo erano gli ex project manager oppure gli ex analisti. Ma dato che i team Agile si concentrano molto sulla realizzazione di software, nessuno di questi ruoli sembra avere un posto nel team. Pertanto, la maggior parte dei ruoli di product owner viene assegnata ai project manager tradizionali o dagli analisti funzionali tradizionali.

Cross-funzionale e auto-organizzato - A mio parere, i team Agile hanno la responsabilità di costruire il prodotto giusto nel modo giusto al momento giusto. I migliori team con cui ho lavorato sono quelli che si impegnano e che sono in grado di prendere le proprie decisioni, gestire il proprio flusso di lavoro e sono interfunzionali e auto-organizzati, il che è molto diverso dall’essere completamente autonomi. Questi sono gruppi che di solito non necessitano di molte indicazioni, ma chiederanno indicazioni se e quando ne avranno bisogno. Quando un’organizzazione va verso questi team responsabili che migliorano ed estendono continuamente i prodotti dell’azienda, il ruolo del product owner sembra attenuarsi o persino essere in contraddizione. Spesso proveniente da un background più tradizionale, il product owner si impiglia nella “gestione” del progetto, nella “gestione” del team, nella redazione di report settimanali di avanzamento, nella facilitazione di tutti i tipi di riunioni, nella manutenzione delle schede Jira, nell’interazione esclusiva con i clienti e nelle prove del prodotto.

Se una sola persona fa da collo di bottiglia - Questo è in genere il lavoro tradizionalmente svolto da un project manager o da un analista, indipendentemente dal titolo di product owner. Anche negli ultimi tempi, in un progetto che stava per scadere, ho notato che il product owner passava almeno un giorno alla settimana per la consegna di report su Excel. Ho visto troppo spesso che questa interfaccia singola diventa un collo di bottiglia. Svolgendo le attività di “micromanagement” che dovrebbero in realtà essere del team, si creano piccoli feudi isolati nell’organizzazione, e si perde via la sensazione che i team debbano essere responsabili. Non sono sicuro che ogni team dovrebbe avere un product owner solo perché la guida di Scrum lo dice.

La squadra è il fattore chiave - Secondo me, la maggior parte del lavoro svolto dai product owner è in realtà quella del team. Bisogna lasciare ai team la decisone su come e quando gestire le schede, e permettere al team di parlare con il cliente: sì, gli sviluppatori e i tester possono effettivamente comunicare con i clienti. Il team è responsabile per il prodotto. È anche il caso di smettere di scrivere tutti questi report: se le persone dell’azienda vogliono sapere come sta procedendo il team, perché non vengono a parlare con il team stesso? Discutendo sul ruolo del product owner, non sto ovviamente dicendo che non dobbiamo pensare ai prodotti: pensare e discutere dei nostri prodotti è sempre fondamentale. Ma ritengo che la maggior parte, se non tutto il lavoro svolto dai product owner possa e debba essere gestito dal team, e non dalla roccaforte di una sola persona che è il product owner tradizionale. È il team che è il vero responsabile chiave.

Sander Hoogendoorn presenterà a Roma per Technology Transfer i seminari “Introduzione ad Agile, Scrum, XP, Kanban e Continuos Delivery in pratica l' 8 novembre 2018 e Progettare, sviluppare e implementare una Microservices Architecture il 9 novembre 2018.

Trasformazione Agile <br /> Se il product owner diventa un collo di bottiglia - Technology Transfer

Enterprise information catalog. I requisiti per fare la scelta giusta
Mike Ferguson

La nuova era dell’analisi predittiva - Le aziende alla prova del Machine Learning
Frank Greco

Uno sguardo Agile - Per capire il passato e progettare il futuro
Arie van Bennekum

Trasformazione Agile
Se il product owner diventa un collo di bottiglia

Sander Hoogendoorn

Una Fiat o una Ferrari?
Qual è la più adatta per il business digitale?

Barry Devlin

Vincere la complessità dei dati. È l’ora dello smart data management
Mike Ferguson

Big Data e Analytics - Se il machine learning accelera anche la data science
Mike Ferguson

I dati al centro del business
Christopher Bradley

I Big Data forniscono il contesto e la ricchezza predittiva attorno alle transazioni di business Avere dati coerenti e di qualità resta fondamentale per il processo decisionale
Barry Devlin

Cosa c’è dietro l’angolo? Cinque mosse per diventare un digital leader
Jeroen Derynck

Managing information technology Gestire l’IT come un business nel business
Mitchell Weisberg

Data integration self-service Miglioramento della produttività o caos totale?
Mike Ferguson

Project manager vecchi miti e nuove realtà
Aaron Shenhar

La catena alimentare dei requisiti
Suzanne Robertson

Come diventare un’azienda data-centric
Lindy Ryan

Enterprise analytical ecosystem - Come comprendere il comportamento online dei clienti e capitalizzare il valore dei dati nell’era Big Data
Mike Ferguson

Agilità? Basta Volere
Suzanne Robertson

Ma la vostra architettura è efficace?
Mike Rosen

Se il NoSQL diventa SQL
Rick van der Lans

La data quality e l’impatto sul business
Danette McGilvray

Business analysis e regole di business By Ronald G. Ross con Gladys S.W. Lam
Ronald Ross

Usare Scrum su larga scala: cosa cambia?
Craig Larman

Le architetture per ridurre il debito tecnico
Mike Rosen

Conversando con un marziano
Suzanne Robertson

Cosa c’è di nuovo nel project management?
Aaron Shenhar

Reinventare la Business Intelligence
Barry Devlin

Il nuovo volto della business intelligence
Shaku Atre

Alla ricerca del valore tra i pomodori nell'orto
John Favaro

I big data cambiano il mercato dei Database Server
Rick van der Lans

Un “superstorm” di informazioni
Barry Devlin

I dieci step per la qualità dei dati
Danette McGilvray

Perché è meglio evitare il private cloud?
Jason Bloomberg

Leonardo da Vinci aveva ragione!
Chris Date

Mobile user experience: Come adottare una strategia sostenibile
James Hobart

Cosa significa occuparsi di architettura?
Mike Rosen

Virtualizzazione dei dati e sistemi di Business Intelligence Agili
Rick van der Lans

Modelli e linguaggi naturali, quale il modo migliore per definire i requisiti?
James Robertson

Extreme Scoping: un approccio Agile all'Edw e alla BI
Larissa Moss

BI², la Business Intelligence al quadrato
Barry Devlin

I test di regressione in ambienti legacy
Randy Rice

Le conseguenze della consumerizzazione e del Cloud
Chris Potts

Come vanno gli affari? Chiedetelo al vostro cruscotto
Shaku Atre

Organizzare team di progetto efficienti in ambienti DW/BI
Larissa Moss

Big Data, come e perché
Colin White

Business Capabilities e l'allineamento del business all'IT
Mike Rosen

Il valore della tassonomia nella ricerca delle informazioni
Zach Wahl

BI, ma il Data Warehouse è ancora necessario?
Colin White

Reinventare la Business Intelligence
Barry Devlin

Il cruscotto delle prestazioni: il nuovo volto della Business Intelligence
Shaku Atre

Modelli e processi di User acceptance testing
Randy Rice

I limiti nel gestire l'IT come un Business
Chris Potts

Le componenti fondamentali del Cloud
George Reese

Metadati e DW 2.0
Derek Strauss

BI Open Source: basso costo e alto valore?
Jos van Dongen

Semplicità e requisiti
Suzanne Robertson

Business intelligence e analisi testuale
Bill Inmon

Extreme Scoping™: approcci agili al DW e alla BI
Larissa Moss

Dalla BI a un'architettura IT di livello Enterprise
Barry Devlin

Ambiente efficiente di ricerca di informazioni
James Hobart

Il Business deve trainare la Strategia IT
Chris Potts

Web database: la questione MapReduce (seconda parte)
Colin White

Web database: la questione MapReduce
Colin White

Misura delle prestazioni. I sette comandamenti
Harry Chapman

Le dieci cose che un architetto deve fare per creare valore
Mike Rosen

Sviluppare applicazioni a prova di sicurezza
Ken van Wyk

The ECM Landscape in 2008
Alan Pelz-Sharpe

Ma chi sono gli operatori dell’informazione?
Colin White

Qualità dell’informazione e trasformazione del management
Larry English

Classificazione sistematica delle informazioni
Zach Wahl

L’uso intensivo del Web nelle applicazioni di Bi
Colin White

Enterprise Search
Theresa Regli

La forza dell'astrazione
Steve Hoberman

La strada verso una BI pervasiva
Cindi Howson

Soa, una strategia di test
Randy Rice

Verso una BI più semplice e a minor costo
Colin White

I contenuti “Killer” del Web
Gerry McGovern

Sviluppo iterativo del software per i Dw
Larissa Moss

Qualità delle Informazioni e Datawarehousing
Larry English

Lo scenario Ecm 2008
Alan Pelz-Sharpe

La nascita del Web 3.0
John Kneiling

Documentazione: il dossier del crimine
Suzanne Robertson

L’impatto del Web 2.0 sui portali delle imprese
Colin White

Le tecniche vincenti di IT Management
Ken Rau

Web 2.0
Ed Yourdon

Web di successo se si conosce il cliente
Gerry McGovern

Un approccio alla BI incentrato sui processi
Colin White

Integrare Master Data Management e BI (Parte Seconda)
Mike Ferguson

Integrare Master Data Management e BI (Parte Prima)
Mike Ferguson

Il Project Manager è una Tata
Suzanne Robertson

Web di successo se si conosce il cliente
Gerry McGovern

L'informazione personalizzata
Colin White

La Tassonomia dell'Impresa
Zach Wahl

Managed Meta Data Environment (II parte)
David Marco

Managed Meta Data Environment
David Marco

Migliorare le applicazioni dell'impresa con Web 2.0
James Hobart

La Balanced Scorecard migliora la Performance dell'IT
Harry Chapman

La fusione dei processi dell'impresa grazie a Soa (II parte)
Max Dolgicer

La fusione dei processi dell'impresa grazie a SOA (I parte)
Max Dolgicer

Volere è Potere, in Ogni Senso
Suzanne Robertson

Dimostrate con i numeri il valore dei contenuti del web
Gerry McGovern

Il Back-end della pianificazione strategica dell'It
Ken Rau

L'audit delle prescrizioni di progetto (II parte)
Suzanne Robertson

L'audit delle prescrizioni di progetto (I parte)
Suzanne Robertson

Il Processo di gestione delle informazioni
Ted Lewis

I requisiti come strumento di gestione dei progetti
Suzanne Robertson

Il futuro è nel contenuto killer del web
Gerry McGovern

Alla ricerca del valore tra i pomodori nell'orto
John Favaro

Rilevare i costi sulla base delle attività
Ken Rau

Un percorso verso l'impresa intelligente (II parte)
Mike Ferguson

Un percorso verso l'impresa intelligente (I parte)
Mike Ferguson

Il Data Store Operativo: un lavoro di martello
Claudia Imhoff

Il data warehouse orientato all'impresa
Michael Schmitz

Dieci punti chiave per realizzare balanced scorecard di successo
Harry Chapman

Content management: i contenuti al primo posto
Gerry McGovern

Applicazioni Web ad alta disponibilità
John Kneiling

Il 2004, sarà l'anno in cui abbandoneremo html?
James Hobart

La tecnologia EII ripropone il data warehousing virtuale?
Colin White

Misurare per Gestire
Ken Rau

Volere è Potere, in Ogni Senso
Suzanne Robertson

Realizzare il CPM e l'integrazione della BI
Mike Ferguson

Tutti i punti della FPA
Koni Thompson

Requiem per il Portale?
Colin White

Business Intelligence: dalla teoria alla realtà (II parte)
Shaku Atre

Business Intelligence: dalla teoria alla realtà (I parte)
Shaku Atre

I portali Corporate e di E-business: la nuova generazione del posto di lavoro
Mike Ferguson

I 10 errori da evitare nella realizzazione di un Meta Data Repository (II Parte)
David Marco

I 10 errori da evitare nella realizzazione di un Meta Data Repository (I parte)
David Marco

Usare i modelli per acquisire l'esperienza di progettazione
James Hobart

Realizzare l'Impresa Intelligente
Colin White

.NET or J2EE - Choosing the Right Web Services Framework
John Kneiling

Progettare Applicazioni Mobili di Successo
James Hobart

La Sociologia del Progetto: Identificare e Coinvolgere tutti i Partecipanti
Suzanne Robertson

Integrare la Business Intelligence nell'Impresa (II parte)
Mike Ferguson

Integrare la Business Intelligence nell'Impresa (I parte)
Mike Ferguson

L'Evoluzione del Portale di e-Business (II parte)
Colin White

L'Evoluzione del Portale di e-Business (I parte)
Colin White

Il Consulente WebEAI: Servizi Web, XML e l'Impresa
John Kneiling

Data Mining: Come Gestire le Relazioni con i Clienti Secondo i Principi del CRM
Weaver James

Articoli del mese - Technology Transfer