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Articolo del Mese - Marzo 2010

Ambiente efficiente di ricerca di informazioni

James Hobart by James Hobart

L’eccesso di informazioni, se non gestito adeguatamente, tende a ridurre la produttività e l’efficacia della ricerca. Ne abbiamo ogni giorno evidenza quando si effettuano operazioni di reperimento delle informazioni all’interno di un contesto aziendale. Cresce la frustrazione dei manager che sempre più spesso hanno difficoltà nel rintracciare quelle di cui hanno bisogno, siano esse relative a dati di fatturato, piuttosto che le ultime disposizioni impartite dall’ufficio personale. Aumenta la confusione dei clienti che, dopo aver inutilmente cercato nel sito di e-commerce informazioni dettagliate relative ai prodotti a catalogo, si rivolgono al servizio di assistenza per avere delle risposte. E’ una problematica cui si cerca di dare una risposta avviando progetti mirati a individuare una formula che possa garantire il reperimento di informazioni, basate su dati strutturati e non strutturati, progressivamente sempre più accurate.

Definizioni: tassonomia, modelli di navigazione, architettura informativa

Al di là delle tradizionali definizioni in termini di tassonomia, navigazione e architettura informativa si rende necessaria una definizione più pragmatica. Per tassonomia si intende la creazione di metadata, ovvero informazione sull’informazione sul sito o sull’applicazione. I modelli di navigazione sono invece le fondamenta per creare le componenti che permettono agli utenti di navigare e trovare le informazioni (menu, search box, …). Infine, l’architettura informativa è il processo tramite il quale vengono applicati alla tassonomia i principi di una progettazione centrata sull’utente, come profili utenti, visualizzazione dei contenuti e definizione dei compiti, in modo tale da consentire all’utente un’esperienza di utilizzo ottimale.
Riguardo alle tematiche appena descritte l’industria, nel suo complesso, è ancora in una fase iniziale e dunque alla ricerca di un modello consolidato e maturo per riuscire a creare una strategia efficiente per gestire la proliferazione delle informazioni. A volte l’utente vuole soltanto un’informazione sintetica, talvolta più estesa e dettagliata. Ecco qui alcune linee guida che possono aiutare a risolvere la complessità dei problemi inerenti a un’efficiente ed efficace navigazione.

Mettere a disposizione più modalità di ricerca

Epicurious.com è un sito dedicato al cibo originariamente sviluppato per soddisfare un pubblico di appassionati di alta cucina. Gli autori si sono resi subito conto che il potenziale mercato di riferimento poteva essere esteso a un pubblico più ampio e non ai soli consumatori che desideravano allargare i propri orizzonti culinari. Si è quindi proceduto a ottimizzare i metadati per riuscire a sfruttare le valutazioni da parte degli utenti e si è introdotta una semantica di ricerca che potesse fornire ai fruitori informazioni di più ampia utilità come, per esempio, “pasti di facile preparazione” oppure “cosa posso fare per cena con il cibo che ho in frigo?”. In questo modo si è riusciti a impostare e indirizzare modalità di utilizzo del sito completamente nuove che andavano oltre la tradizionale tassonomia di un libro di cucina. Ecco, quindi, che l’utente, fornendo i nomi dei pochi ingredienti a disposizione, può riuscire a ottenere una serie di possibili ricette, così come la scelta del vino da abbinare e, insieme, le valutazioni degli utenti. Mettere in atto un approccio di questo tipo significa rivisitare i metadati, ripensare l’architettura dei dati per riuscire a soddisfare, con una formula innovativa, molteplici esigenze degli utilizzatori. Il risultato può così condurre a nuove viste dati che in precedenza non esistevano o non erano disponibili, alternative che permettono all’utente un’esplorazione più efficace e che possono rappresentare la soluzione per garantire efficienza e successo di uno schema search/results.

Prestare attenzione alle ultime mode

Un aiuto alla navigazione, spesso usato dagli utenti dei siti di social network, in particolare nella blogosfera, è il “tag cloud” o nuvola di etichette. Questa tecnica è basata sulla possibilità di taggare i contenuti (Folksonomy) e visualizzare gli stessi in dimensioni che esprimono la rilevanza di ciascuno. E’ un metodo di navigazione sicuramente utile, ma per certi versi contradditorio nel senso che, essendo un approccio di ricerca non lineare enfatizza alcuni aspetti e ne tralascia altri, poiché le nuvole non mostrano la relazione tra più dati e ciò significa che la relazione tra due voci può essere persa.

Dare massima visibilità alle funzioni importanti

Microsoft ha avuto immensi problemi nel gestire i prodotti di Office 2007. Word 1.0 iniziò come un semplice editor con circa 50 funzionalità e oggi è un prodotto consolidato fornito di più di 600 funzioni. Ciò ha determinato una situazione per la quale molte delle funzionalità chiave e più utili non sono mai state scoperte o utilizzate da gran parte degli utenti. Per risolvere questo problema sono stati creati dei nastri di navigazione (Navigation ribbons), a livello più alto del menu per esporre le funzionalità più importanti sia in modo visuale che testuale. Come hanno reagito gli utenti? I più esperti si sono dimostrati inizialmente perplessi. C’era da aspettarselo poiché una volta acquisite delle abitudini si sviluppa una forte resistenza al cambiamento, ma poco a poco, sia utenti assidui che irregolari hanno iniziato ad avere prestazioni migliori e scoprire nuove funzionalità che permettevano di utilizzare al meglio il prodotto.

Diminuire i costi di efficienza per ottenere le informazioni

L’approccio “one box” di Google ha rivoluzionato il modo in cui si effettua la ricerca e si ottengono le informazioni nel mondo consumer. Quello che una volta era il semplice search box è ora diventato una potente Cli (Command line interface) gestita dalla potenza e dall’intelligenza di Google. Serve sapere il tempo a New York? Basta digitare tempo New York e si ottiene la previsione del tempo e le temperature. Serve sapere l’ora di Tokio?, basta digitare Ora Tokio per riuscire ad avere la risposta desiderata. Gli utenti non hanno più bisogno di andare su uno specifico sito per visualizzare una sintesi dell’andamento delle società quotate in Borsa di proprio interesse, così come non è necessario andare su uno specifico portale meteorologico in quanto è sempre e comunque la Search Box di Google la porta di ingresso alle informazioni. Lo stesso metodo può essere oggi trasferito in ambiente aziendale, grazie alla disponibilità della search appliance creata da Google per il mondo enterprise. Se si digita fatturato dicembre si ottengono le informazioni desiderate con un solo click senza dover perdere tempo per accedere a una complicata e tediosa Executive dashboard.

Secondo lo schema mentale dell’utente

Le linee guida sinora fin qui esposte sono basate su principi di progettazione centrata sull’utente. A mano a mano che si incontrano nuove sfide nella navigazione del sito è bene fare riferimento ai fondamentali, conoscere gli utenti e le loro aspettative, comprendere il loro modus operandi e le loro azioni. L’obiettivo deve tendere a rendere la navigazione del sito coerente con lo schema mentale dell’utente e fornire metodi efficienti per trovare l’informazione desiderata.

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