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Articolo del Mese - Giugno 2009

The ECM Landscape in 2008

Alan Pelz-Sharpe by Alan Pelz-Sharpe

Scegliere una soluzione di Enterprise content management per la gestione dell’insieme delle informazioni patrimonio dell’impresa non è cosa semplice. Prima di tutto bisogna fare chiarezza sulle necessità e sulla vasta offerta disponibile sul mercatoSiete coscienti di avere un problema di gestione delle informazioni, ma di che genere? Definire l’esatta natura delle esigenze rappresenta sempre la metà della battaglia per risolvere la questione. Le soluzioni tecnologiche relative ai problemi dell’impresa associati con la produzione, conservazione e distribuzione delle informazioni, storicamente hanno dato luogo a gruppi diversi di software gestionale: 



  • Cattura e creazione di immagini;

     
  • Collaborazione;

     
  • Rm: Records management, ovvero gestione dei record;

     
  • Dam: Digital assets management, gestione del patrimonio digitale;

     
  • Dm: Document management, gestione dei documenti;

     
  • Gestione del workflow/processi dell'impresa;

     
  • Km: Knowledge management, gestione della conoscenza;

     
  • Wcm: Web content management,gestione dei contenuti del Web.


    Oggi, però le linee di separazione tra questi segmenti di prodotti sono divenute ancora più indistinte e, conseguentemente, esiste una grande confusione su quanto viene sempre di più definito come “Enterprise content management”, o Ecm, cioè come gestione dell’insieme delle informazioni patrimonio dell’impresa. Ad alimentare questa confusione è la rapida espansione di caratterizzazioni diverse tra i vendor di prodotti Ecm per assicurarsi quote di mercato sempre maggiori, oppure semplicemente mirate a stendere un mantello Ecm sui rispettivi prodotti esistenti. Mentre alcune società hanno adottato un approccio di partnership – in particolare i venditori maggiormente specializzati –, il mercato nel suo insieme ha visto una sostanziale convergenza, consolidamento e sovrapposizione di prodotti. Questa situazione, alla quale si aggiunge un’informazione di marketing ancora imprecisa, anche se sempre più estesa, può rendere difficile la comprensione delle capacità reali offerte dalla proposta di ogni vendor. In aggiunta, un fornitore può offrire solamente una soluzione per una singola funzionalità, come Imaging, o Rm o Wcm, definendosi comunque venditore “Ecm” completo, perché il suo target commerciale è costituito da clienti a livello dell’intera impresa, oppure semplicemente perché con questo termine il proprio software può sembrare più sofisticato e di maggior valore. I tipici progetti Ecm possono contenere una forte funzionalità di Dm, Dam o Wcm, realizzata utilizzando contenitori di dati, ovvero database settoriali, all’interno dell’impresa e promettono, fondamentalmente, un approccio altamente scalabile verso le necessità pratiche comuni a tutti i livelli di utenza. In teoria, questa è una buona strategia che viene applicata già con successo da grandi società attive specialmente nel settore tecnologico. Tuttavia, attualmente vediamo alcuni ripensamenti verso questo approccio in alcune aree, per ragioni finanziarie e anche perché il tempo di implementazione tra molti database può risultare estremamente poco pratico. Per i progetti di Imaging, il consolidamento all’interno dell’impresa può avere sicuramente senso mentre, per la gestione dei contenuti del Web (Wcm), la soluzione risulta meno ovvia. Nel medesimo tempo, molte imprese stanno iniziando a fornire la gestione dei contenuti come servizio centrale per le diverse unità di business. In ogni caso, questa definizione significa che qualsiasi grande vendor compreso tra le categorie citate sopra può definirsi come attore nell’area Ecm (e molti infatti lo fanno).
  • Cos’è la gestione dei contenuti In sintesi, nessuno realmente è d’accordo sul significato univoco di Ecm e le diverse definizioni fornite fino a oggi non sono in grado di aiutare molto gli acquirenti della tecnologia.Fondamentalmente, tutti i sistemi di gestione dei contenuti operano allo stesso modo: acquisiscono le informazioni e vi aggiungono valore, applicando processi di approvazione o altri tipici dell’impresa, per restituirle poi in output secondo formati predeterminati. All’interno di qualsiasi sistema di gestione dei contenuti, a prescindere dalla loro tipologia, normalmente sono disponibili parecchie funzionalità standard in grado di supportare questi processi dell’impresa. L’insieme di tali funzionalità fondamentali allarga lo spettro funzionale in ambito Ecm, dall’Imaging al Dm e dal Dam al Wcm e, in tali spazi, possiamo ritrovare praticamente tutti i package dei maggiori fornitori che operano in queste aree. Sia che il contenuto in questione sia costituito da testo, immagini, documenti binari, nodi Xml, file multimedia, forme o altro, queste capacità fondamentali risultano essenziali in ogni sistema di gestione dei contenuti:I diritti e i privilegi dei fornitori di informazioni e dei manager debbono essere gestiti correttamente, normalmente in base a regole predefinite. Questo promuove la sicurezza e assicura che le persone dello staff che partecipano al progetto si impegnino in attività eseguibili e appropriate.


     
  • I contenuti debbono essere assimilati nel sistema e spesso è necessario trasformarli in un formato utilizzabile, così come ne devono essere evidenziati gli autori. Ciò consente di gestire attivamente le informazioni patrimonio dell’impresa; 

     
  • I singoli database debbono essere gestiti mediante un controllo efficace della coerenza delle versioni in uso. Per assicurare l’integrità e l’autorevolezza dei rispettivi contenuti;

     
  • Il contenuto deve essere indicizzato e/o classificato. Per permettere di ritrovare più facilmente le informazioni in un tempo successivo e di riutilizzarle in maniera più estesa, con un minimo intervento umano.

     
  • Devono essere attivati meccanismi di workflow. Questo aiuta ad assicurare consistenza, qualità, controllabilità e affidabilità dei contenuti, oltre che dei processi dell’impresa;

     
  • I contenuti debbono essere presentati in versioni locali a uso di un’audience multietnica sia di utenti che di autori. Consentendo alle imprese di estendere gli sforzi di gestione dei propri contenuti superando i confini e i vincoli nazionali;

     
  • I contenuti debbono essere considerati correttamente per un ciclo di vita effettivo che termini con l’archiviazione o con la dismissione delle informazioni.



    Tuttavia, i punti-funzione relativi a Web content management, Document and Records management, Digital assets management e altro, rappresentano ancora insiemi di soluzioni distinte, ciascuno con le proprie necessità e vincoli tecnici o relativi all’impresa perciò, anche se gli elementi tecnologici sono simili o perfino identici, l’organizzazione e la struttura dei contenuti – per esempio, per gli utenti del Web, dei media di consumo o dei documenti interni – rimangono assolutamente distinte.



    La crescita delle “Suite”


    La maggior parte dei venditori esaminati da Cms Watch (società di analisti di tecnologia vendor-neutral che si occupa di Ecm – www.cmswatch.com) hanno sviluppato “suite” con punti multifunzione – spesso mediante l’acquisizione di società di software specializzate – che si applicano ad alcune o anche alla maggior parte delle funzioni o prodotti della famiglia Ecm: dall’Imaging fino alle capacità di Dm, Wcm, Dam, collaborazione, raggruppamento e altro. Come altri analisti, Cms Watch definisce queste offerte “Ecm suite”, mentre Gartner (www.gartner.com) le ha etichettate come “Smart enterprise suite”.Alla superficie del problema, i venditori dimostrano un forte impegno per le suite multifunzionali: alcuni dei loro maggiori clienti – che probabilmente hanno già investito in maniera sostanziale in tali piattaforme e in particolari interfacce applicative (Api) – richiedono sempre di più soluzioni complete, orientate a una gestione maggiormente integrata dei contenuti. L’ottenimento di moduli software multipli da parte di un vendor dovrebbe ridurre i costi di utilizzo e di supporto da parte dei clienti, così come dovrebbe potenzialmente facilitare e accelerare i progetti di integrazione, che risultano comunque sempre difficili e lunghi nel tempo. Un singolo produttore, fornendo una varietà di servizi funzionali diversi su una singola piattaforma, teoricamente può supportare un documento nel corso di una porzione più lunga del suo ciclo di vita, dalla creazione fino alla sua distruzione.L’Ecm rimane quindi un settore dell’industria del software in continua evoluzione e difficile da definire. È ancora più importante, poi, considerare l’Ecm come una disciplina per la gestione delle informazioni fondamentale per ogni organizzazione, molto più di quanto abbiamo pensato fino a oggi. La differenza, rispetto al passato, consiste negli enormi volumi di informazioni elettroniche che oggi sommergono le nostre organizzazioni, richiedendo perciò nuovi strumenti e nuove tecniche. In altri termini, sia l’Ecm che le diverse specializzazioni nella gestione delle informazioni continueranno a crescere di importanza e ad acquistare una maggiore consistenza, così come lo scenario del software e dei fornitori si modifica regolarmente. Considerando l’evoluzione nel corso del 2008 – vediamo una forte mancanza di specializzazione nel mercato, unita a una spinta emergente alla realizzazione di soluzioni che non possono risolvere il nostro problema considerando solamente l’aspetto software. Infine, si evidenzia anche una corsa a chiudere il gap esistente. A questo punto, rimane la sfida sia per gli specialisti della tecnologia che per quelli delle imprese che operano nelle organizzazioni grandi e piccole in ogni parte del mondo. Una sfida che rappresenta anche un’opportunità per molti.

  • The ECM Landscape in 2008 - Technology Transfer

    Enterprise information catalog. I requisiti per fare la scelta giusta
    Mike Ferguson

    La nuova era dell’analisi predittiva - Le aziende alla prova del Machine Learning
    Frank Greco

    Uno sguardo Agile - Per capire il passato e progettare il futuro
    Arie van Bennekum

    Trasformazione Agile
    Se il product owner diventa un collo di bottiglia

    Sander Hoogendoorn

    Una Fiat o una Ferrari?
    Qual è la più adatta per il business digitale?

    Barry Devlin

    Vincere la complessità dei dati. È l’ora dello smart data management
    Mike Ferguson

    Big Data e Analytics - Se il machine learning accelera anche la data science
    Mike Ferguson

    I dati al centro del business
    Christopher Bradley

    I Big Data forniscono il contesto e la ricchezza predittiva attorno alle transazioni di business Avere dati coerenti e di qualità resta fondamentale per il processo decisionale
    Barry Devlin

    Cosa c’è dietro l’angolo? Cinque mosse per diventare un digital leader
    Jeroen Derynck

    Managing information technology Gestire l’IT come un business nel business
    Mitchell Weisberg

    Data integration self-service Miglioramento della produttività o caos totale?
    Mike Ferguson

    Project manager vecchi miti e nuove realtà
    Aaron Shenhar

    La catena alimentare dei requisiti
    Suzanne Robertson

    Come diventare un’azienda data-centric
    Lindy Ryan

    Enterprise analytical ecosystem - Come comprendere il comportamento online dei clienti e capitalizzare il valore dei dati nell’era Big Data
    Mike Ferguson

    Agilità? Basta Volere
    Suzanne Robertson

    Ma la vostra architettura è efficace?
    Mike Rosen

    Se il NoSQL diventa SQL
    Rick van der Lans

    La data quality e l’impatto sul business
    Danette McGilvray

    Business analysis e regole di business By Ronald G. Ross con Gladys S.W. Lam
    Ronald Ross

    Usare Scrum su larga scala: cosa cambia?
    Craig Larman

    Le architetture per ridurre il debito tecnico
    Mike Rosen

    Conversando con un marziano
    Suzanne Robertson

    Cosa c’è di nuovo nel project management?
    Aaron Shenhar

    Reinventare la Business Intelligence
    Barry Devlin

    Il nuovo volto della business intelligence
    Shaku Atre

    Alla ricerca del valore tra i pomodori nell'orto
    John Favaro

    I big data cambiano il mercato dei Database Server
    Rick van der Lans

    Un “superstorm” di informazioni
    Barry Devlin

    I dieci step per la qualità dei dati
    Danette McGilvray

    Perché è meglio evitare il private cloud?
    Jason Bloomberg

    Leonardo da Vinci aveva ragione!
    Chris Date

    Mobile user experience: Come adottare una strategia sostenibile
    James Hobart

    Cosa significa occuparsi di architettura?
    Mike Rosen

    Virtualizzazione dei dati e sistemi di Business Intelligence Agili
    Rick van der Lans

    Modelli e linguaggi naturali, quale il modo migliore per definire i requisiti?
    James Robertson

    Extreme Scoping: un approccio Agile all'Edw e alla BI
    Larissa Moss

    BI², la Business Intelligence al quadrato
    Barry Devlin

    I test di regressione in ambienti legacy
    Randy Rice

    Le conseguenze della consumerizzazione e del Cloud
    Chris Potts

    Come vanno gli affari? Chiedetelo al vostro cruscotto
    Shaku Atre

    Organizzare team di progetto efficienti in ambienti DW/BI
    Larissa Moss

    Big Data, come e perché
    Colin White

    Business Capabilities e l'allineamento del business all'IT
    Mike Rosen

    Il valore della tassonomia nella ricerca delle informazioni
    Zach Wahl

    BI, ma il Data Warehouse è ancora necessario?
    Colin White

    Reinventare la Business Intelligence
    Barry Devlin

    Il cruscotto delle prestazioni: il nuovo volto della Business Intelligence
    Shaku Atre

    Modelli e processi di User acceptance testing
    Randy Rice

    I limiti nel gestire l'IT come un Business
    Chris Potts

    Le componenti fondamentali del Cloud
    George Reese

    Metadati e DW 2.0
    Derek Strauss

    BI Open Source: basso costo e alto valore?
    Jos van Dongen

    Semplicità e requisiti
    Suzanne Robertson

    Business intelligence e analisi testuale
    Bill Inmon

    Extreme Scoping™: approcci agili al DW e alla BI
    Larissa Moss

    Dalla BI a un'architettura IT di livello Enterprise
    Barry Devlin

    Ambiente efficiente di ricerca di informazioni
    James Hobart

    Il Business deve trainare la Strategia IT
    Chris Potts

    Web database: la questione MapReduce (seconda parte)
    Colin White

    Web database: la questione MapReduce
    Colin White

    Misura delle prestazioni. I sette comandamenti
    Harry Chapman

    Le dieci cose che un architetto deve fare per creare valore
    Mike Rosen

    Sviluppare applicazioni a prova di sicurezza
    Ken van Wyk

    The ECM Landscape in 2008
    Alan Pelz-Sharpe

    Ma chi sono gli operatori dell’informazione?
    Colin White

    Qualità dell’informazione e trasformazione del management
    Larry English

    Classificazione sistematica delle informazioni
    Zach Wahl

    L’uso intensivo del Web nelle applicazioni di Bi
    Colin White

    Enterprise Search
    Theresa Regli

    La forza dell'astrazione
    Steve Hoberman

    La strada verso una BI pervasiva
    Cindi Howson

    Soa, una strategia di test
    Randy Rice

    Verso una BI più semplice e a minor costo
    Colin White

    I contenuti “Killer” del Web
    Gerry McGovern

    Sviluppo iterativo del software per i Dw
    Larissa Moss

    Qualità delle Informazioni e Datawarehousing
    Larry English

    Lo scenario Ecm 2008
    Alan Pelz-Sharpe

    La nascita del Web 3.0
    John Kneiling

    Documentazione: il dossier del crimine
    Suzanne Robertson

    L’impatto del Web 2.0 sui portali delle imprese
    Colin White

    Le tecniche vincenti di IT Management
    Ken Rau

    Web 2.0
    Ed Yourdon

    Web di successo se si conosce il cliente
    Gerry McGovern

    Un approccio alla BI incentrato sui processi
    Colin White

    Integrare Master Data Management e BI (Parte Seconda)
    Mike Ferguson

    Integrare Master Data Management e BI (Parte Prima)
    Mike Ferguson

    Il Project Manager è una Tata
    Suzanne Robertson

    Web di successo se si conosce il cliente
    Gerry McGovern

    L'informazione personalizzata
    Colin White

    La Tassonomia dell'Impresa
    Zach Wahl

    Managed Meta Data Environment (II parte)
    David Marco

    Managed Meta Data Environment
    David Marco

    Migliorare le applicazioni dell'impresa con Web 2.0
    James Hobart

    La Balanced Scorecard migliora la Performance dell'IT
    Harry Chapman

    La fusione dei processi dell'impresa grazie a Soa (II parte)
    Max Dolgicer

    La fusione dei processi dell'impresa grazie a SOA (I parte)
    Max Dolgicer

    Volere è Potere, in Ogni Senso
    Suzanne Robertson

    Dimostrate con i numeri il valore dei contenuti del web
    Gerry McGovern

    Il Back-end della pianificazione strategica dell'It
    Ken Rau

    L'audit delle prescrizioni di progetto (II parte)
    Suzanne Robertson

    L'audit delle prescrizioni di progetto (I parte)
    Suzanne Robertson

    Il Processo di gestione delle informazioni
    Ted Lewis

    I requisiti come strumento di gestione dei progetti
    Suzanne Robertson

    Il futuro è nel contenuto killer del web
    Gerry McGovern

    Alla ricerca del valore tra i pomodori nell'orto
    John Favaro

    Rilevare i costi sulla base delle attività
    Ken Rau

    Un percorso verso l'impresa intelligente (II parte)
    Mike Ferguson

    Un percorso verso l'impresa intelligente (I parte)
    Mike Ferguson

    Il Data Store Operativo: un lavoro di martello
    Claudia Imhoff

    Il data warehouse orientato all'impresa
    Michael Schmitz

    Dieci punti chiave per realizzare balanced scorecard di successo
    Harry Chapman

    Content management: i contenuti al primo posto
    Gerry McGovern

    Applicazioni Web ad alta disponibilità
    John Kneiling

    Il 2004, sarà l'anno in cui abbandoneremo html?
    James Hobart

    La tecnologia EII ripropone il data warehousing virtuale?
    Colin White

    Misurare per Gestire
    Ken Rau

    Volere è Potere, in Ogni Senso
    Suzanne Robertson

    Realizzare il CPM e l'integrazione della BI
    Mike Ferguson

    Tutti i punti della FPA
    Koni Thompson

    Requiem per il Portale?
    Colin White

    Business Intelligence: dalla teoria alla realtà (II parte)
    Shaku Atre

    Business Intelligence: dalla teoria alla realtà (I parte)
    Shaku Atre

    I portali Corporate e di E-business: la nuova generazione del posto di lavoro
    Mike Ferguson

    I 10 errori da evitare nella realizzazione di un Meta Data Repository (II Parte)
    David Marco

    I 10 errori da evitare nella realizzazione di un Meta Data Repository (I parte)
    David Marco

    Usare i modelli per acquisire l'esperienza di progettazione
    James Hobart

    Realizzare l'Impresa Intelligente
    Colin White

    .NET or J2EE - Choosing the Right Web Services Framework
    John Kneiling

    Progettare Applicazioni Mobili di Successo
    James Hobart

    La Sociologia del Progetto: Identificare e Coinvolgere tutti i Partecipanti
    Suzanne Robertson

    Integrare la Business Intelligence nell'Impresa (II parte)
    Mike Ferguson

    Integrare la Business Intelligence nell'Impresa (I parte)
    Mike Ferguson

    L'Evoluzione del Portale di e-Business (II parte)
    Colin White

    L'Evoluzione del Portale di e-Business (I parte)
    Colin White

    Il Consulente WebEAI: Servizi Web, XML e l'Impresa
    John Kneiling

    Data Mining: Come Gestire le Relazioni con i Clienti Secondo i Principi del CRM
    Weaver James

    Articoli del mese - Technology Transfer